Il nostro sondaggio sulle

votazioni cantonali

La seconda proiezione

Il sondaggio è stato realizzato (su commissione di Corriere del Ticino, teleticino, radio3i, il federalista.ch,) dalla Ad Hoc Informatica tra il l 22.2.2019 e il 12.3.2019, con interviste telefoniche individuali a 1'562 persone maggiorenni con diritto di voto in Ticino, rappresentative per sesso, età, regione. La proiezione è stata elaborata sulle intenzioni di voto espresse da 878 interpellati. Il margine di errore è del 2.4%.
Cosa sta capitando, 15 giorni dopo la prima proiezione e a poco più di tre settimane dal voto? Aumenta la percentuale di coloro che hanno deciso di onorare il proprio dovere civico e diminuiscono gli incerti che stanno ancora sfogliando la margherita di partiti e candidati. Mentre la lista senza intestazione si assottiglia un poco. E cosa succede nella corsa ai seggi? Succede anzitutto che lo storico sottosopra (PS a bocca asciutta e secondo seggio per il PLR) diventa molto più improbabile. Ma il dato più vistoso riguarda il PPD, che pur non perdendo la poltrona in Consiglio di Stato sembra comunque destinato a una severa sconfitta. In questa seconda proiezione siamo in grado di stilare anche le classifiche interne per i candidati delle principali liste di partito, classifiche ancora provvisorie e suscettibili di ribaltamenti, salvo che per le prime posizioni. Guardiamo dapprima attentamente la proiezione generale che concerne le formazioni maggiori. Poi la commenteremo partito per partito.
Voti 2015 MIN 2019 MAX 2019 Diff MIN Diff MAX Eletti V. med forchetta
1 LEGA/UDC 32,17% 32,7% 34,6% 0,6% 2,4% 2 33,7% 1,8%
2 PLR 26,25% 24,1% 26,7% -2,1% 0,5% 1 25,4% 2,6%
3 PPD 17,54% 15,1% 16,3% -2,4% -1,3% 1 15,7% 1,2%
4 PS 14,81% 13,4% 15,1% -1,5% 0,3% 1 14,2% 1,7%
5 VERDI 6,56% 4,8% 7,3% -1,8% 0,8% 0 6,1% 2,6%
6 ALTRI 2,67% 3,9% 6,0% 1,2% 3,4% 0 5,0% 2,2%
100% 100%
Proiezione schede senza Intestazione: 21%

La Lega prende il largo

La lista unica Lega/UDC fa un balzo in avanti (+3% rispetto alla prima proiezione, stando al valore medio; in progresso persino rispetto alle cantonali del 2015). E nel tandem è la Lega che pedala meglio, non l’UDC. Non ce ne voglia il direttore del Mattino che, come tanti, non crede ai sondaggi e teme addirittura delle “trappole”. In realtà verrebbe da dire che proprio il suo accorato appello ai leghisti, che Quadri, dopo l’uscita della nostra prima proiezione, esortava alla mobilitazione, ammonendoli a non far regali di sorta alle liste altrui, ha prodotto il suo effetto. Quasi nulli i preferenziali in panachage, fatta eccezione per qualche attestazione di stima all’uscente Vitta. Liste tutte “casalinghe”. E’ probabile che nel sacco della Lega, che si va gonfiando, confluisca buona parte degli incerti, degli attendisti e di chi due settimane fa meditava di comporsi il proprio Governo à la carte sulla lista senza intestazione. Vediamo le posizioni dei candidati.

nrlista nrcand nomecand alias Forza
12 5 Zali Claudio LEGA 301
12 4 Gobbi Norman "Vais" LEGA 273
12 2 Marchesi Piero LEGA 152
12 3 Caverzasio Daniele LEGA 137
12 1 Soldati Roberta LEGA 137

I numerini che leggete nell’ultima colonna rappresentano un indice di forza (per chi sia curioso delle metodologie elaborate del nostro “Eta Beta” Pietro Pisani, esso viene ottenuto sommando alla proiezione dei voti ottenuti da ogni lista il numero di preferenziali raccolti dal candidato). Nella Lega svetta ancora Claudio Zali, che fa man bassa di preferenze in particolare dalla lista senza intestazione, seguito da Norman Gobbi con un distacco di circa il 10% (sul totale dei preferenziali raccolti dai candidati di lista). Appare difficilmente attaccabile la terza posizione di Piero Marchesi da parte degli appaiati Daniele Caverzasio e Roberta Soldati.

I liberali radicali, prodighi, perdono quota

Ebbene sì, nel PLR, diversamente che nella Lega, i richiami alla disciplina di partito non sembrano fare breccia. Il presidente Bixio Caprara va ripetendo da mesi che quattro anni fa i liberali regalarono la bellezza di 27.000 preferenziali ad altre liste, volatilizzando in tal modo 2700 schede di partito. Ne sarebbero bastate 700 in più per soffiare il secondo seggio alla Lega. E’ sorprendente, ma gli elettori liberali radicali continuano impassibili a comportarsi da babbi natale. Dove “sperperano” il loro patrimonio, che nella prima proiezione li dava a un passo dall’agognato “facciamolo!”? Un po’ dappertutto. Corrono in sostegno di Bertoli, com’era da attendersi dai radicali puri e duri (in qualche caso con il voto disgiunto per il CdS, ovvero quel “dare un voto di scheda ai socialisti” suggerito da Laura Sadis). Ma sostengono alla grande anche i due ministri leghisti uscenti. E non disdegnano di entrare in casa PPD per dirimere la sfida tra Beltraminelli e gli altri. Una prodigalità ecumenica che certamente incide sul calo percentuale del partito che in questa seconda proiezione passa da un valore medio di 27,8% a un assai più modesto 25,4%. Uno sguardo ai candidati.

nrlista nrcand nomecand alias Forza
5 5 Vitta Christian PLR 198
5 1 Farinelli Alex PLR 163
5 2 Speziali Alessandro PLR 132
5 4 Gaffuri Sebastiano PLR 131
5 3 Maderni Cristina PLR 129

Come vedete, il ministro uscente Christian Vitta trotta pacifico verso la rielezione. Dopo Zali e Gobbi è il terzo beneficiario dei voti elargiti dagli utenti della lista senza intestazione. Donde pesca molti consensi anche Alex Farinelli, capo gruppo PLR in Parlamento e candidato “designato“ per la riconquista di un sempre più inafferrabile secondo seggio. Gli altri tre candidati liberali, Alessandro Speziali, Sebastiano Gaffuri e Cristina Maderni, sono compresi in un fazzoletto di voti che rende al momento del tutto incerte le posizioni assegnate. Di che battersi ancora, voto per voto, per la conquista del terzo posto.

Il PPD boccheggia ma scorge il traguardo (conferma del seggio)

E’ il dato che emerge più lampante da questa seconda proiezione: i popolari democratici calano sensibilmente e potrebbero perdere tra 1 e 2 punti percentuali. Il seggio PPD non pare in pericolo e l’uscente Paolo Beltraminelli naviga abbastanza sicuro verso la rielezione, grazie a un massiccio sostegno di elettori di altre liste (PLR in particolare, come già detto) nonché di quelli che optano per la lista senza intestazione, vera manna per tutti gli uscenti (come notavamo già nel commento alla prima proiezione). Lo vedremo spigolando tra i dati raccolti dai singoli candidati PPD. Diamo un occhio alla tabella.

nrlista nrcand nomecand alias Forza
8 1 Beltraminelli Paolo PPD 112
8 2 De Rosa Raffaele PPD 101
8 5 Frapolli Eliao PPD 87
8 4 Zumthor Alessandra PPD 85
8 3 Rossi Michele PPD 83

Appare chiaro che il distacco di Beltraminelli sull’inseguitore Raffaele De Rosa è difficile da colmare (circa il 10% sul totale dei preferenziali raccolti dai candidati PPD). In quello che abbiamo definito il “cavalleresco torneo” dentro la lista popolare, seguono i tre volti nuovi, con distacchi tra loro poco significativi (attorno al 2%). E’ interessante notare che, se considerassimo i preferenziali raccolti esclusivamente all’interno del partito, le distanze si raccorcerebbero notevolmente: il Beltra sentirebbe sul collo il fiato di De Rosa, a sua volta tallonato da presso, nell’ordine, da Alessandra Zumthor, Elia Frapolli e Michele Rossi. Difficile negare che tra gli elettori PPD serpeggi un preciso malcontento per la ricandidatura di Beltraminelli, ma sarebbe ingiusto attribuire al ministro uscente l’intera responsabilità della controprestazione PPD, se non altro perché il Beltra compensa i malumori interni con l’innegabile solidarietà che raccoglie extra muros.

I socialisti reggono l’urto e prendono fiato per la volata finale

Come va la salute del PS, “vittima designata” di queste elezioni? In fondo non così male. Per lo meno restano sufficienti energie per tenersi in piedi e reggere l’annunciata spallata dell’avversario diretto, ovvero un PLR in perdita di slancio. Certo, il sondaggio registra un piccolo calo, sia rispetto al risultato del 2015 sia in confronto al dato della prima proiezione. Ma siamo nell’ordine dello zero virgola, da un -0,3% a un -0,5% (valore medio). Sottilizzando, si potrebbe notare che il valore minimo della forchetta odierna del PS, 13,4%, è quasi la metà del valore più ottimistico del PLR, 26,7%: a un passo (0,2%) dall’abisso. Il presidente Righini non mancherà, giustamente, di richiamarlo ai suoi. E i candidati?

nrlista nrcand nomecand alias Forza
4 1 Bertoli Manuele PS 113
4 3 Mirante Amalia PS 90
4 4 Riget Laura GISO PS 75
4 5 Forini Danilo PS 72
4 2 Sirica Fabrizio PS 71

Sul piano della concorrenza interna, per lo meno, Manuele Bertoli può dormire sonni tranquilli. Per raggiungerlo, Amalia Mirante dovrebbe colmare nelle prossime tre settimane un fossato del 25% (sempre calcolato sul totale dei preferenziali raccolti dai candidati socialisti). Quanto agli altri candidati, Laura Riget, Danilo Forini e Fabrizio Sirica, analogo discorso a quello fatto per gli “inseguitori” di PLR e PPD: distacchi per il momento poco significativi.

Il “soccorso verde” al PS per ora non si vede. Verdi per la loro strada

Più le formazioni sono numericamente piccole, più difficile risulta ai sondaggisti intercettarne il consenso in modo preciso e articolato, specie riguardo ai preferenziali e ai movimenti di panachage. Quanto ai Verdi del Ticino, in calo rispetto alla prima proiezione, le schede raccolte per il nostro sondaggio non consentono di parlare di un vero “soccorso verde” al PS, ovvero di un consistente voto disgiunto (PS per il CdS e Verdi per il GC) o anche di una ricca “donazione” di preferenziali ai socialisti. Come per il primo rilevamento del 28 febbraio, Marco Noi figura in testa tra i candidati verdi, mentre sui nostri “radar” non appaiono distacchi rilevanti tra Samantha Bourgoin, seconda, e Andrea Stephani, Claudia Crivelli Barella e Nicola Schoenenberger, perfettamente appaiati.

Crescono gli “Altri”

Come si può notare dal confronto tra la tabella di questa proiezione e la precedente, le formazioni quantitativamente minori appaiono complessivamente in crescita: dal 3 al 5%. Ripetiamo: gli esigui dati raccolti non ci permettono di individuare nel dettaglio i valori dei singoli partiti. E’ probabile che siano contenuti, per ognuno di essi, tra lo 0,5% e l’1,5%. Queste formazioni, dai verdi liberali all’mps, da Montagna Viva al Partito Comunista (etc.), non raccolgono solo i consensi dei loro militanti ma, come alcune schede raccolte per il sondaggio ci permettono di registrare, anche un certo numero di voti “di protesta”.

PROSSIMA PROIEZIONE IL 28 MARZO alle ore 18.45