Preghiera 4 Marzo
5 marzo
La lunga storia di una guerra appena nata
Come, dove e quando è realmente nata la guerra che abbiamo sotto gli occhi? Non parliamo delle trattative infruttuose, delle telefonate concitate, dei pulsanti con scritto “ON” che hanno scatenato la pioggia di bombe. La domanda non serve a scagionare chi porta la gravissima responsabilità di aver premuto il grilletto. Ma che rapporto c’è tra la morte della Guida suprema Ali Khamenei e il 7 ottobre? E, all’indietro, tra questi eventi e la nascita della Repubblica Islamica? Quando abbiamo letto, lunedì su “Le Figaro”, l’articolo di Gilles Kepel, uno dei maggiori studiosi europei del mondo islamico, che dava risposte storicamente fondate e argomentate a queste domande, ci siamo detti che, anziché riassumerne i contenuti, avremmo fatto un regalo ai nostri lettori traducendolo e pubblicandolo integralmente. Ecco fatto.
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Come, dove e quando è realmente nata la guerra che abbiamo sotto gli occhi? Non parliamo delle trattative infruttuose, delle telefonate concitate, dei pulsanti con scritto “ON” che hanno scatenato la pioggia di bombe. La domanda non serve a scagionare chi porta la gravissima responsabilità di aver premuto il grilletto. Ma che rapporto c’è tra la morte della Guida suprema Ali Khamenei e il 7 ottobre? E, all’indietro, tra questi eventi e la nascita della Repubblica Islamica? Quando abbiamo letto, lunedì su “Le Figaro”, l’articolo di Gilles Kepel, uno dei maggiori studiosi europei del mondo islamico, che dava risposte storicamente fondate e argomentate a queste domande, ci siamo detti che, anziché riassumerne i contenuti, avremmo fatto un regalo ai nostri lettori traducendolo e pubblicandolo integralmente. Ecco fatto.

Gilles Kepel, nato a Parigi il 30.6.1955, è politologo, arabista, specializzato negli studi sul Medioriente e autore di numerosi libri. E’ professore emerito di alcune università europee, tra le quali Paris Sciences et Lettres.

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Il Federalista è una proposta editoriale del tutto innovativa nel contesto della Svizzera Italiana.
La nostra idea è di affrontare in una forma accessibile, ma non per questo superficiale, i maggiori temi d’attualità, dal locale ai grandi fatti internazionali. In questa dialettica tra micro e macro, il Federalista vuole scovare legami, ponti e collegamenti avvicinando ciò che sembra lontano, svelando l’importanza di ciò che appare piccolo e insignificante. Lo fa attraverso una comoda newsletter consegnata nella posta elettronica e sempre a portata di tasca, accompagnata da Radiofed (un podcast esclusivo), video e contributi culturali di alto livello. Il Federalista, presente sui social, offre anche dei periodici dossier di livello scientifico dedicati al federalismo e alle sue sfide, in Svizzera e nel mondo. Un solo click, e si legge tutto d’un fiato.
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La linea editoriale del Federalista è trasparente, a partire dal nome.
Federalismo e democrazia sono infatti la scelta libera di un popolo che crede fermamente nel bene comune. Una scelta che va però rinnovata e riscoperta ogni giorno.
Ecco il perché di questa newsletter: crediamo che sia ancora possibile oggi fare un tipo di informazione completa e seria, capace di un giudizio su quanto accade intorno a noi senza cadere in faziosità o fake news. Lo faremo alla luce di alcuni grandi ideali, insieme a voi lettori.
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