3 marzo
La forza di Donald, il realismo di Robert
C'è un americano a Roma che, diversamente da Trump, ha poche divisioni ai suoi comandi (già lo diceva Stalin di un suo predecessore). Per entrare al cuore di questa nuova -ma antica- guerra, prendiamo spunto dalle poche parole che domenica all'Angelus papa Prevost ha rivolto al mondo. Qualcuno si aspettava che pronunciasse il nome del "suo" presidente, magari con il dito alzato in segno di ammonimento. Non lo ha fatto, ha fatto di più. Ha chiesto a tutti i leader di smettere con le minacce reciproche, li ha interrogati su quanto desiderino veramente il bene dei loro popoli. Ingenuità? Mancanza di realismo? Forse è il contrario.