3 settembre
Quegli hikikomori che spiazzano famiglia e scuola
Lunedì non sono andati in classe. Si sono chiusi nella loro stanza e non parlano più neppure con i famigliari. Per descriverli si usa il termine giapponese, ma anche in Ticino il fenomeno prende piede. È una delle espressioni più enigmatiche del disagio giovanile, che ha radici educative e sociali e non può essere rinchiuso in categorie psichiatriche. Per questo non c’è soluzione che non metta in campo il “mestiere” di genitore. Ma anche l’apertura della famiglia a comunità più ampie e alla società intera. Nella scoperta che l’adolescente può essere un dono per l’adulto.