31 ottobre
Utopie politiche e realismo cristiano
Il sacco di Roma del 410 prefigurò per Agostino e i suoi contemporanei il crollo di una civiltà che scopriva all'improvviso di non essere eterna, né invulnerabile, né di per sé destinata a guidare la storia.
A nessuno sfugge l'analogia con il nostro Occidente. Nel suo poderoso trattato "La Città di Dio", Agostino approfondì la riflessione sul senso della storia e sul punto nodale del suo cambiamento: il cuore dell'uomo, la sua libertà. Nella rilettura che Maurizio Balestra ci propone del pensiero politico agostiniano emergono con chiarezza gli antidoti ai fondamentalismi di ogni matrice e, in particolare, alla tentazione cristiana di legare la Chiesa a un potere politico.