Acqua Paesi Poveri
15 luglio
Berna taglia sullo zero virgola
In giugno, senza troppo clamore, il Consiglio Federale ha deciso: i fondi svizzeri destinati ai Paesi più poveri saranno ridotti di 113 milioni entro il 2030. In barba alle promesse fatte -puntare allo 0,5% del PIL- e incuranti del drammatico disimpegno degli Stati Uniti trumpiani, abbiamo fatto in realtà il passo del gambero (dallo 0,35% allo 0,30%). Colpisce il confronto con altri Paesi europei che sul piano economico non stanno certo meglio di noi: la Francia spende lo 0,31%, la Germania lo 0,40% e la Norvegia, in testa a questo "campionato" della generosità (e dell'intelligenza politica), stanzia per la cooperazione allo sviluppo lo 0,70% del proprio PIL. In Parlamento, però, non tutti ci stanno, a cominciare dal consigliere nazionale Giorgio Fonio.
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In giugno, senza troppo clamore, il Consiglio Federale ha deciso: i fondi svizzeri destinati ai Paesi più poveri saranno ridotti di 113 milioni entro il 2030. In barba alle promesse fatte -puntare allo 0,5% del PIL- e incuranti del drammatico disimpegno degli Stati Uniti trumpiani, abbiamo fatto in realtà il passo del gambero (dallo 0,35% allo 0,30%). Colpisce il confronto con altri Paesi europei che sul piano economico non stanno certo meglio di noi: la Francia spende lo 0,31%, la Germania lo 0,40% e la Norvegia, in testa a questo "campionato" della generosità (e dell'intelligenza politica), stanzia per la cooperazione allo sviluppo lo 0,70% del proprio PIL. In Parlamento, però, non tutti ci stanno, a cominciare dal consigliere nazionale Giorgio Fonio.
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Il Federalista è una proposta editoriale del tutto innovativa nel contesto della Svizzera Italiana.
La nostra idea è di affrontare in una forma accessibile, ma non per questo superficiale, i maggiori temi d’attualità, dal locale ai grandi fatti internazionali. In questa dialettica tra micro e macro, il Federalista vuole scovare legami, ponti e collegamenti avvicinando ciò che sembra lontano, svelando l’importanza di ciò che appare piccolo e insignificante. Lo fa attraverso una comoda newsletter consegnata nella posta elettronica e sempre a portata di tasca, accompagnata da Radiofed (un podcast esclusivo), video e contributi culturali di alto livello. Il Federalista, presente sui social, offre anche dei periodici dossier di livello scientifico dedicati al federalismo e alle sue sfide, in Svizzera e nel mondo. Un solo click, e si legge tutto d’un fiato.
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Federalismo e democrazia sono infatti la scelta libera di un popolo che crede fermamente nel bene comune. Una scelta che va però rinnovata e riscoperta ogni giorno.
Ecco il perché di questa newsletter: crediamo che sia ancora possibile oggi fare un tipo di informazione completa e seria, capace di un giudizio su quanto accade intorno a noi senza cadere in faziosità o fake news. Lo faremo alla luce di alcuni grandi ideali, insieme a voi lettori.
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